Vi devo confessare che oltre ad essere psicologa ho una grande passione per il cinema. Spero che vi interessi il mio punto di vista su Netflix e la psicologia.

Cominciamo con un piccolo esercizio fatto di una serie di domande.

Pensa a due o tre serie o film di Netflix (o HBO, o qualsiasi altra piattaforma di streaming) che siano significativi te:

-Hanno qualcosa in comune tra loro?
-Come riassumeresti la trama principale in una sola riga?
-Che aspetto ha il personaggio principale?
-Quale dei ruoli ti rappresenta di più?
-Vuoi cambiare il finale? Come lo faresti?

Ora pensa alla tua vita:

-Come si chiamerebbe se fosse una serie o un film di Netflix?
-Quali sarebbero i personaggi principali?
-Descrivi una scena chiave nel film della tua vita.
-Quale sarebbe la fine?
-Potrebbe cambiare qualcosa?

Queste domande sono una guida accessibile a tutti per riconoscere ciò che ci colpisce psicologicamente nei film o nelle serie, e cosa ci racconta della nostra vita.
È un esercizio che a volte ho dato ai miei pazienti da fare a casa, e poi ne discutiamo insieme durante la seduta di psicoterapia.
Non si tratta di una diagnosi o di una cura, è semplicemente un modo per conoscersi meglio attraverso delle metafore, in questo caso cinematografiche.

Dopo aver risposto a queste domande, esploreremo un po’ la teoria della psicologia nelle serie e nei film in generale perché, in fin dei conti, una cosa è la derivazione dell’altra.
I fenomeni più significativi che si verificano a livello psicologico quando si guarda un film o una serie sono due:

L’identificazione

L’identificazione è il meccanismo del “come se”.
Attraverso l’identificazione ci riconosciamo nell’altro, è molto di più che provare empatia, anche se a volte possiamo confondere l’empatia con l’identificazione.
Questo accade quando le esperienze o le emozioni di un’altra o di altre persone sono così vicine e simili alle nostre che possiamo vederci riflessi nell’altro, da dentro.
Forse a volte ci sentiamo così con gli amici più stretti, per esempio, quando un amico ci dice di aver avuto un colloquio di lavoro molto stressante e, ascoltando la sua storia, ci sentiamo un po’ scossi e freddi. Questo accade quando ci siamo identificati con la loro paura perché è simile in qualche modo alle paure che proviamo, ad esempio, per quanto riguarda i nostri colloqui di lavoro o, più genericamente, sul fatto di essere giudicato da un Altro che consideriamo in una posizione di superiorità rispetto a noi.
Lo stesso fenomeno di identificazione può verificarsi con emozioni positive, ad esempio se un membro della famiglia ci invia un video prima di partire per un viaggio verso una destinazione che ci piace molto. Possiamo identificarci con il suo entusiasmo e la suo gioia nel preparare e scegliere l’itinerario e sentirci quasi come se ci andassimo anche noi.
Un altro esempio del meccanismo di identificazione sarebbe quando qualcun’altro fa qualcosa di imbarazzante e sento vergogna anche io.

La proiezione

La proiezione è il meccanismo di “questa è cosa tua”, o anche “è colpa tua”.

È un processo molto legato a quanto sopra, ma potremmo dire che funziona al contrario. Nel meccanismo di proiezione, attribuiamo all’altro delle caratteristiche che in realtà sono di noi stessi, come se fossero le sue.
E’ un meccanismo di difesa in cui, invece di renderci responsabili per le nostre emozioni, le attribuiamo ad un altro.
Questo significa, per esempio, che interpretiamo la reazione di un’altra persona come un’espressione di rabbia quando in realtà siamo noi ad essere arrabbiati.
Nel caso delle serie o del cinema, il meccanismo di proiezione ci permette di sperimentare emotivamente le nostre emozioni attraverso l’esperienza dell’altro, in questo caso dell’attore che vediamo sullo schermo. Questo si può capire, per esempio, vedendo come, in un gruppo di amici, ognuno può interpretare le intenzioni del protagonista della serie in questione in modi diversi, per esempio, attribuendo le sue azioni a questioni di amore, o di denaro, o di invidia… Le attribuzioni che ognuno farà avranno a che fare con le proprie emozioni in relazione a ciò che il protagonista fa. Su di lui o lei, proietterai le tue motivazioni.

Serie o cinema?

Per un po’ ho avuto difficoltà ad accettare senza pregiudizi l’ampiezza del fenomeno della serie e il modo in cui ha rivoluzionato il modo in cui ci piacciono le produzioni cinematografiche. In effetti, oggi, è vero che molte persone optano per il comfort e il risparmio, e invece di andare al cinema, rimangono a casa a guardare la loro serie preferita.
Credo che nulla possa sostituire l’esperienza della visione di un film al cinema, sia per le caratteristiche dell’ambiente che per la dimensione collettiva di questo fenomeno culturale.
Alcuni psicoanalisti hanno detto che andare al cinema è come sognare con gli occhi aperti.
La visione di un film è quindi un’esperienza che si colloca tra il conscio e l’inconscio.
Il fatto che l’esperienza in una sala cinematografica assomigli a un’attività da sogno è facilitato dalle caratteristiche di una sala cinematografica, come il buio, le dimensioni dello schermo e la lunghezza del film.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *