Vivi fuori dal tuo paese d'origine e di solito ti esprimi in una lingua diversa dalla tua? Stai cercando uno psicologo online e non sai se cercarlo in spagnolo o nella tua lingua materna ? Se è così, continua a leggere, questo post è per te.

Trasferirsi per vivere lontano dal paese d’origine è una realtà sempre più comune, infatti città come Barcellona sono un esempio a livello europeo e mondiale di come la mobilità internazionale sia una realtà consolidata.
L’emigrazione, anche quando non avviene in un contesto di guerra o di povertà, è comunque una sfida per chi si muove e deve imparare a vivere in una nuova cultura, aggiornando la propria identità nel nuovo contesto senza dover perdere il contatto con le proprie radici. Molte persone all’estero si trovano quindi nella situazione di cercare un aiuto psicologico nella loro lingua d’origine.
Questo può accadere perché queste persone non parlano molto bene la lingua del nuovo paese, ma non solo, può anche accadere a persone che hanno un livello molto alto nella nuova lingua, e curiosamente accade anche in persone bilingue.

Vediamo i tre diversi scenari e qual’è la migliore opzione linguistica per ciascuno di essi

1-Vivi in un paese straniero e non parli molto bene la lingua

In questo caso non ci sono dubbi, è importante che trovi un terapeuta nella tua lingua materna.
Diversamente, le limitazioni linguistiche ti impediranno di esprimere ciò di cui hai bisogno.
Se non riesci a trovare un terapeuta a Barcellona o nella tua città che parli la tua lingua, è meglio scegliere una terapia a distanza con uno psicologo che parli la tua lingua.

2- Vivi in un paese straniero e parli molto bene la lingua

Gli studi dimostrano che certe emozioni sono sentite ed espresse più intensamente nella lingua madre.
Ad esempio, secondo un recente studio del Center for Brain and Cognition (CBC) dell’Università Pompeu Fabra (UPF) di Barcellona, le persone che si trovano ad affrontare un problema in una seconda lingua sono meno influenzate emotivamente rispetto a quando si trovano ad affrontare gli stessi problemi nella loro lingua materna.
Questo significa, in altre parole, che nella nostra lingua materna possiamo essere più emotivi, cioè più sensibili all’influenza che le nostre emozioni hanno su di noi.
Spesso accade anche che, nella nostra lingua materna, possiamo accedere più facilmente ai ricordi che abbiamo generato in quella lingua, soprattutto se si tratta di ricordi d’infanzia o di esperienze molto remote.
Detto questo, è consigliabile fare il trattamento nella propria lingua materna, in modo da poter connettere emotivamente con i contenuti della propria storia di vita ed evitare di usare il nuovo linguaggio come meccanismo di difesa per proteggersi.
D’altra parte, però, alcuni professionisti sottolineano il fatto di avere una certa protezione emotiva dai temi che state trattando con lo psicologo può rendere meno spaventoso parlarne, e quindi rendere più facile per voi sentirvi pronti a discuterne con il vostro psicologo.
Da questo punto di vista, fare terapia in un linguaggio che non è il proprio ma che si padroneggia, potrebbe essere un vantaggio, tenendone sempre in conto i limiti.
In breve, è consigliabile cercare un terapeuta nella propria lingua, ma se la connessione con certe emozioni nella propria lingua materna è sconvolgente, è meglio cercare una terapia nella lingua in cui ci si sente più a proprio agio, piuttosto che non fare terapia!
Tuttavia, se decidi di farlo così, cerca un terapeuta che almeno capisca bene la tua lingua materna. In questo modo, se durante le sedute sorge la necessità di dire qualcosa nella tua lingua materna, sarai liberi di farlo.

3-Sei bilingue

Qui dobbiamo dividerci in due gruppi.
I tuoi genitori parlano due lingue diverse? Oppure parlano la stessa lingua ma sei nato e cresciuto in un paese straniero?
Se è la prima, di solito è meglio scegliere la lingua a cui ci si sente più legati tra le due, di solito la lingua del paese in cui si è cresciuti. Ad esempio, se tuo padre è tedesco e tua madre è spagnola e tu sei cresciuto in Germania, il tedesco può essere la lingua ideale per la terapia.
Se invece i tuoi genitori sono entrambi spagnoli ma sei nato in Germania, puoi considerare solo lo spagnolo come lingua materna perché, come dice la parola, la “lingua materna” è la lingua che impari da tua madre (o da tuo padre, o dalle persone che ti hanno cresciuto).
In questo caso, potrai scegliere la lingua con la quale ti senti più identificati in quel momento.
Vale la stessa regola di cui sopra: quando si tratta di questioni molto emotive o di ricordi d’infanzia, l’uso del linguaggio dei genitori ti farà connettere più intensamente a livello emotivo.

Conclusioni
Non c’è una regola generale per la scelta della lingua per la terapia, ma lasciati guidare da questo criterio: il lavoro a livello emotivo sarà più intenso se lo farai nella tua lingua materna, cioè la lingua in cui i vostri genitori vi hanno cresciuto o uno di loro.
Infine, e in linea con i risultati di un importante studio dell’Università di Palermo, vorrei sottolineare l’importanza per il terapeuta che lavora in un contesto di plurilinguismo di conoscere questi fenomeni e di tener conto delle loro ripercussioni sul trattamento psicologico.

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